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16 Dic 2009 
IL RE E' NUDO!
Espressione usata e abusata, parlando di un Berlusconi, fino ad adesso, per la verità sempre vestito e al calduccio, se non in qualche rara occasione.
Mai come oggi però, veritiera. Per quanto possa sembrare strano, quelle immagine, hanno colpito profondamente la mia pietà cristiana.
Con il volto insanguinato e tumefatto, e quell’espressione di paura, dolore e smarrimento: il re è veramente nudo!
Non è un “super partes”, non è il protagonista delle Barzellette che si compara a Dio, non è quello con le pal.., non è il super man, non è colui al quale bastano 4h di sonno e poi può fare l’amateur per un’intera notte è semplicente un uomo, colpito, oltraggiato, oggetto d’ingiustificabile e ingiustificata folle violenza.
Si perché qualsiasi espressione di violenza può essere solo folle e assolutamente ingiustificata.
Non esiste “l’istigazione alla violenza”, la violenza è sempre gratuita.
E’ come dire che le donne che camminano di sera sole, o con la minigonna, o con la scollatura “se li cercano gli stupri”.
Non è così, mancare di prudenza, non può essere “giustamente” punito, con gesti così folli, sconsiderati e malati.
Quello che manca oggi è il rispetto dell’essere umano in quanto tale, che non può e non deve essere profuso in quantità maggiore o minore a Berlusconi.
Lui oggi può essere lo spunto per fare riflettere tutti noi, senza dimenticare però che il sangue che colora quelle immagini è lo stesso di quello dei uomini pestati perché gay, perché non è stata fatta una legge che li tutela.
E’ lo stesso, del fratello clandestino, reo di essere nato in un posto sbagliato, e respinto, braccato, insultato, perseguitato, come se fossimo veramente convinti che la terra appartenesse a qualcuno di noi e non fosse semplicemente un dono di Dio a tutti gli uomini.
Come si fa a parlare di “senso d’appartenenza”?
Ma perché a noi cosa appartiene? Se non la consapevolezza che tutto ciò che facciamo deve essere giudicato, in terra oggi, e in cielo domani.
La paura sul suo volto, è la stessa che da mesi, alberga nel mio cuore di maestra precaria, che non sa se domani, potrà ancora dare a mangiare ai propri figli, la stessa degli operai della Fiat di Termini Imprese, la stessa dei pensionati che a gennaio avranno pensioni “più leggere” (quanto mi fanno incazzare certi eufemismi!).
Forse questi paragoni possono sembrare forzature: perché?
Perché il terrore di un attimo, non può essere forse paragonato alla paura, costante, continua che inquieta le mie notti e i miei giorni da 2 anni a questa parte?
E allora, FORZA SILVIO, la tempra è buona, guarisci presto, perché dovrai giustamente affrontare i processi che ti vedono coinvolto, senza trucchi, senza inganni, senza leggi “ad personam”, perché oggi più che mai hai purtroppo avuto la consapevolezza di non essere un uomo “speciale”.
Dovrai rendere conto e ragione a me, ai miei colleghi in sciopero della fame, ai lavoratori sui tetti, a chi a Palermo vive in mezzo all’immondizia, ai pensionati a cui verranno tolti i soldi, ai terremotati d’Abruzzo sotto la neve che ancora aspettano una casa.
Io ti aspetto, con il mio fischietto, la mia bandiera, il mio cartellone, i miei slogan, la mia maglietta nera con la scritta precari, per rivendicare pacificamente, democraticamente ciò che ritengo giusto.
Ma senza che mai venga meno il rispetto, verso l’essere umano al quale oggi, va tutta la mia solidarietà!
Solidarietà che esprimo DA SOLA senza che nessuno rubi la mia identità su facebook, cambiando il nome a gruppi, come quelli PRO ABRUZZO ai quali mi ero iscritta, dimostrando di non avere imparato nulla da questo episodio gravissimo, volendo continuare lo scontro fuori dalle regole, fuori dai confini umani, fuori dal senso di giustizia, di rispetto che spero il Natale e magari questo triste episodio possa insegnare a tutti noi.

Rosalinda Gianguzzi

Admin · 119 visite · 6 commenti
27 Ago 2009 

Non solo numeri





Ieri in una calda giornata d'agosto, ormai troppo comune, il clima a Palermo, si fa rovente.


Alle convocazioni del Ufficio scolastico provinciale di Palermo, per il solito rituale estivo di assegnazione di incarichi per il personale non docente, chiamato ATA, contro le più nere aspettative più di 450 persone (NON NUMERI PERSONE) rimangono per la prima volta, dopo anni e anni di servizio per lo stato senza lavoro.


Questo è solo l'inizio, degli effetti della mannaia messa in atto dal duo Gelmini Tremonti.


Gli animi si riscaldo, 50 colleghi, occupano il provveditorato, 2 di loro iniziano lo sciopero della fame.


Inizia un presidio pemanente.


Un ombrellone una sdraio, e Russo Giacomo, e Di Maggio Paolo sposato, padre, (non 2 numeri di graduatoria due persone VERE)   decidono di iniziare lo sciopero della fame e dormire PER STRADA davanti l'USP.


Oggi vado ad incontrarli, ci si  aspetta di trovare animi accesi, facinorosi di sinistra tendenti al non global, pannelliani polititicizzati che rivendicano e portano avanti istanze precise.


E' spiazzante vederli conoscerli.


Due ragazzi, o meglio 2 uomini, pacati, pallidi  per la fame e soprattutto spiegano loro, per il fatto di avere diviso un'unica sdraio per tutta la notte.


Danno l'impressione di essere fosforescenti, per il pallore,  in mezzo i tanti corpi abbronzati che sono li  per sostegno, anche solo a dire grazie, bravi, coraggio, non siete soli.


Chiedo loro come stanno, e se hanno bisogno di qualcosa, un medico, un succo, un integratore.


Sono FERMISSIMI, non vogliono nulla.


Spiego loro che la loro protesta ha un senso, se resistono quanto pi+ìù possibile, e per questo devono assumere almeno tre cappuccini al giorno o 2 succhi o qualche integratore.


Con la voce provata dagli stenti, ma sereni, rispondono con gentilezza e con un disarmante "non spendere soldi!", che mi fa affiorare le lacrime agli occhi.


Lacrime di rabbia, di impotenza, ma non voglio dare loro l'impressione di nutrire sentimenti di pietà, che sarebbero offensivi per chi come loro sta dimostrando, coraggio, dignità e una forza che merita veramente da grande ammirazione!


Ho sentito molti proclami del tipo "dovremmo bloccare tutto....dovremmo incatenarci....dovremmo fare lo sciopero della fame...."


PAROLE!


Loro non hanno detto nulla, sono andati li, e hanno fatto "ciò che andava fatto", come mi dice Giacomo.


Mi dice che non sa quanto riuscitrà, ma VUOLE FARLO, DEVE FARLO!


Vorrebbero un po' di visibilità, vorrebbero SOLIDARIETA' VERA, vorrebbero semplicemente essere ascoltati.


Una collega dei Cobas dice loro "DOBBIAMO BLOCCARE LE CONVOCAZIONI, NON FARE PARTIRE L'ANNO SCOLASTICO, COSì MORITE DI FAME SENZA CHE NE DIANO NEANCHE NOTIZIA!".


Ha ragione penso.


Loro dicono che vogliono rimanere nella legalità, che non vogliono impedire a nessun collega di prendere l'incarico, facendogli perdere soldi.


Il loro obiettivo è di essere un collante, non mettersi contro altri colleghi.


C'è chi dice di mangiare perchè tanto se non arriva un medico non è servito a nulla, qualcun'altro "esperto", dice loro che bisogna prepararlo prima, devono ridurre le calorie in maniera graduale e devono avvisare la stampa, deve venire un medico dalla prefettura.


Loro ringraziano, dicono di non essere esperti, e che a loro va bene così, hanno improvvisato tutto ieri, non sapevano nulla di come si fa uno sciopero della fame e che continueranno fin quando non avranno risposte (o moriranno).


Arriva qualche giornalista di stampa locale, qualche politico dell'opposizione a dargli una pacca sulla spalla, qualche sindacalista ( CLAMOROSAMENTE POCHI), e il sostegno di noi colleghi.


Questi sono quelli che vogliono far passare per i soliti 4 pirla di sinistra che girano per l'Italia per contestare.


E' scomodo pensare che sono solo 2 uomini che hanno perso il lavoro.


Su internet si leggono commenti del tipo "è finita la manna", "non è un ministro che può cercarti il lavoro" , mi interrogo solo su che tipo di persone possono scrivere cose del genere.


E penso che è vero, se per manna s'intendono 1200 euro che permettevano a molti di noi una vita dignitosa E' FINITA!


E penso che non abbiamo mai chiesto a nessun ministro di trovarci un lavoro.


Chiediamo solo a questo governo di NON CONTINUARE A TOGLIERE POSTI A CHI LAVORA GIA?!


E cerchiamo con le nostre proteste di affermare un principio che non necessita essere grandi economisti per capirlo: tagliando su posti di lavoro, per dare contentini assistenzialistici, non può prodursi ricchezza.


Per avere fiducia, per spendere, bisogna avere uno stipendio!


E' per questo che a chi scrive certi commenti, a chi ci governa, a chi dovrebbe tutelarci, a chi preferisce inserire notizie inutili facendo finta di non vedere, di non sapere, e a chi demanda, chiedo di andare all'uSP di Palermo, guardarli in faccia, i nostri nuovi eroi, per rendersi conti che i tagli non sono solo numeri da mettere a posto, ma tagli di teste di vite, di speranze.


E' per questo che oggi vi chiedo di guardare queste foto, scattate male con un cellulare, di questi nuovi eroi:   e come dice Gioacomo, FARE SEMPLICEMENTE CIo' CHE VA FATTO!


Rosalinda Gianguzzi


Admin · 164 visite · 6 commenti
08 Ago 2009 

 

 Di questi giorni sono i grandi proclami di taluni sindacati che dicono di lavorare a tutela dei precari, con particolare riferimento a quelli “storici”, sui famigerati contratti di disponibilità.La sottoscritta, insieme a molti altri colleghi nelle mie stesse condizioni, che dopo 18 anni d’insegnamento non può fregiarsi di questo titolo, non sarà ammessa a beneficiarne.Nel baccanaio delle riforme del Governo sui temi della scuola, ci mancava quest’ultima trovata iniqua, fratricida e cannibalistica, attraverso la quale, sono venduti i diritti acquisiti a favore di altri.Il criterio attraverso il quale verranno scelti i beneficiari, tanto per cambiare, sarà fortunistico e ciò che più lontano dal valorizzare il merito, si potesse pensare.Se è indiscutibilmente vero, infatti, che verranno tutelati ALCUNI tra i primi in graduatoria, per l’attribuzione di tale beneficio inoltre, si procederà, in ordine sparso e saltellante, rispetto l’ordine di graduatoria senza che venga fatto salvo il diritto acquisto con anni d’onorato servizio, master e lauree..Il beneficio che verrà attribuito inoltre si ripercuoterà pesantemente, per 3 anni, equivalenti a 36 punti in graduatoria, lasciando DEFINITIVAMENTE fuori chi in questi anni, a costo di grossi sacrifici, ha accumulato punto dopo punto senza regali e condoni.Ancora una volta, con l’accordo e il giubilo dei sindacati si è permesso che cambiassero le regole del gioco a metà partita.Che un anno giuridico maturato (180g), così come l’anno di servizio (166g), non sia equiparato ad un contratto “fino al termine delle lezioni”, o ad incarico annuale, sia esso maturato anche con il semplice spezzone di 2h, che se maturato in un anno intero, equivale a 30/60g effettivi di 1 o 2 ore di lezione al giorno, se no anche meno, ed equivalente ad una retribuzione di 150 mensili che molto di noi NON SI SONO POTUTI PERMETTERE DI ACCETTARE.Vale a dire che 180g o 166g che siano, di effettiva PRESENZA IN CLASSE, spesso per 6/6h in orario meridiano, più le riunioni pomeridiane diano minore diritto rispetto a chi, ad esempio a marzo, senza avere lavorato tutto l’anno, possa usufruire di tale beneficio, accettando uno spezzone di 2 sole ore settimanali.Che chi SOLO QUEST’ANNO, dopo anni di incarico, non l’ha ottenuto e non sarà tutelato al pari di chi SOLO QUEST’ANNO lo ha ottenuto per motivi diversi come ad esempio le messe a disposizione in scuole in mancanza di personale, che spesso utilizzano anche personale NON ABILITATO.Questa è la grande vittoria sindacale, questa è la tutela da parte del governo.Chi è abbastanza vicino al mondo della scuola sa che i motivi per cui in questo anno PARTICOLARISSIMO, non si sia ottenuto un incarico, o lo si è rifiutato.Non perché si è schizzinosi, ma semplicemente perché se è vero che insegnare è una missione, non  tutti gli insegnanti posso permettersi di fare i missionari.E permettere che vengano elargite tutele economiche, priorità nell’attribuzione delle supplenze senza che sia fatto salvo il diritto di graduatoria e ciò che è più grave, venga cambiata la modalità di attribuzione dei punti di servizio, che dovrebbero essere attribuiti SOLO SUL REALE SERVIZIO, è l’ennesimo schiaffo ai precari.E’ per questo che personalmente mi adopererò attraverso tutte le forme di tutela previste dalla legge, siano esse patrocinate, sia l’ennesima battaglia solitaria, per il rispetto dei miei diritti e affinché non debba pagare sulla mia pelle e quella della mia famiglia l’ennesimo “andate avanti fino al via!” stipulato con l’accordo dei sindacati che dovrebbero difenderci.E se è vero, come è vero, che ad oggi non c’è nulla di scritto e firmato faccio un ultimo disperato appello, a tutte le forze politiche, a tutti i colleghi e ai sindacati, affinché NON VENGA FIRMATO questo scempio di ingiustizia ed illegalità, che schiaccerebbe come in mezzo ad una pressa quella fascia di precari “intermezza” tra i beneficiari di tali contributi che li precedono e coloro che  li susseguono.E anche coloro che dalle scuole paritarie potranno continuare ad aggiornare il proprio punteggio regolarmente.Ciò ci butterebbe fuori definitivamente SENZA CHE VENGANO RISPETTATI i diritti acquisiti, grazie all’unico strumento realmente meritocratico l’accumulo cioè di punti sulla base del servizio realmente svolto,  i titoli e le specializzazioni. Rosalinda Gianguzzi




Admin · 483 visite · 6 commenti
08 Ago 2009 


Correva l’anno 1997, mani sudate, agitazione, PROFONDA CONVINZIONE, e in cuor mio la voglia di cambiare il mondo.
Quello che avevo in mente era un lavoro certosino, non eclatante, ma radicale, profondo, definitivo: IL CAMBIO DI CULTURA.
Da Siciliana, sapevo che solo cambiando le teste, i cuori e le coscienze, poteva cambiare qualcosa.
Discutere di temi importanti come la mafia e l’educazione alla legalità per i tempi, era quasi logico, scontato, ERA ESPRESSIONE DEL FORTE DESIDERIO DI CAMBIAMENTO.
Io, solita anticonformista, vedevo un nuovo nemico all’orizzonte, o meglio vicinissimo, o meglio c’eravamo dentro mani e piedi: il cartone animato e la tv..
Certo rispetto ad altre tematiche l’argomento poteva sembrare buffo e paranoico, ma la mia tesi convinse molto chi la giudicò, e mi dissero di continuare i miei studi sull’argomento.
Già da allora capì, che il sistema era lo stesso. I fortissimi interessi economici.
Come la droga dalla Columbia, dal Giappone arrivava materiale (a basso costo), anche di tipo destinato ad un pubblico adulto, che sforbiciato qua e là era propinato ai nostri ragazzi, TUTTI I SANTI GIORNI, rimanendo invariato nei contenuti.
Con la differenza che chi è furbo dalla droga si guarda, chi riesce a vedere in un cartone un nemico?
In Giappone, manga e cartoni, sono una sorta di genere letterario e artistico, e tutti i loro prodotti sono differenziati per il pubblico cui è rivolto.
Stesso discorso per i telefilm provenienti dall’America, e per i target televisivi vari con particolare riferimento a telenovele, soap opera e reality.
Insomma, in tutti questi anni agli Italiani interi nel giro di 30 anni, attraverso un bombardamento culturale continuo giornaliero, è stato preso in ostaggio il cervello.
Solo, infatti, degli idioti potevano pensare che modelli culturali come DRAGONBAL, KEN IN GUERRIERO, MARIANA (anche i ricchi piangono, Brook e Ridge (Beautiful), o Pietro Taricone, o i tronisti della De Filippi, o i vari “Amici” promesse ballerine, veline, paperette ecc, passassero senza effetti sulle vite e sulle teste dei nostri ragazzi.
Io insegnante, in classe per 20 anni mi accorgo giorno per giorno di questo cambiamento.
Vedo ragazzini, che non si divertono più di tanto a giocare al pallone, ma che VOGLIONO DIVENTARE CALCIATORI (perché studiano poco e guadagnano molto).
Le gonne delle bimbe che diventano sempre più corte, le loro movenze precocemente seduttive, gli occhi pieni di matite nere che compaiono sempre prima..
I bambini già da piccolissimi, che sono incapaci a fare giochi che non comprendano lotta o “onde energetiche” varie. Non parlano quasi più si picchiano e basta anche per scherzare!
E poi la loro voglia di polemizzare, portare avanti con aggressività inaudita le loro ragioni, come se fossero perennemente il pubblico o i protagonisti di un reality.
La mia generazione invece è segnata da un’insofferenza generale alla normalità.
Ad esempio il non volersi arrendere al passare fisiologico della fase dell’innamoramento.
L’incapacità a farsi coccolare dal tepore di un amore con il tempo, a fiamma bassa.
Abituarsi al diradarsi dei rapporti sessuali, anche al loro “normalizzarsi”, all’assenza di lingerie, di regali di gesti eclatanti che vediamo su Stranamore o C’è posta per te.
L’incapacità a rassegnarsi ad un tenore di vita NORMALE, a rassegnarsi che si può vivere anche senza l’ultimo modello d’auto visto in pubblicità, o di telefono, o di abito firmato.
A rassegnarci, che IL MODELLO DI PERFEZIONE FISICA non esiste in assoluto ce lo hanno imposto.
Come una fabbrica che produce Barbie e Ken in serie dobbiamo essere tutti magri, alti, tettone o tartarugati, assolutamente glabri.
Come se la presenza del pelo nel petto fosse una deformità insostenibile.
Cosa ha comportato tutto questo? Quali gli effetti?
1) Le famiglie che si sfasciano, e poi sì “allargano” creando casini che se sono carini da vivere in tv nei Cesaroni, da gestire nella vita di ogni giorno, sono un vero flagello per lo sviluppo etico dei ragazzi e della società.
2) Inizialmente le varie sindromi da Peter Pan, la paura di assumersi responsabilità, il proliferarsi di bamboccioni, spesso per la paura di non poter cambiare amanti ogni giorno, o il desiderio di non dovere spendere quei quattro soldi che si guadagnavano in sostentamento (a questo ci pensano mamma e papà), con gravi ripercussioni sul sistema produttivo e sull’economia del paese.
Oggi che anche per molti genitori le cose non vanno bene: invecchiano anche loro, come prevedibile, viene presentato il conto di queste scelte.
C’è una grande difficoltà di questa generazione ad uscire da questa gravissima crisi, a trovare il “fabbisogno quotidiano”, c’è persino difficoltà anche ad affrontare il pianto di un bambino.
Porca miseria quelli della tv non piangono mai, e poi sono così belli e biondi!
3) Ragazzi bulimici, o anoressici, e non solo di cibo, ma di emozioni forti, di esperienze bordline, di sfide con se stessi e con l’adulto di riferimento, che rappresenta “un limite insopportabile”.
E tutto questo grazie alla televisione.
Il riscatto da pagare per riavere i nostri cervelli, è semplice: spegnere la tv.
Parlare con i figli, fare le cose con loro, non lasciarli davanti i televisori, LEGGERE: giornali, libri, costruirsi una giudizio critico, NON CREDERE A CHI DA SOLO DICE DI RIUSCIRE A RISOLVERE TUTTO.
Non demandare!
Non credere a chi afferma che la scuola è l’artefice della pochezza culturale dei nostri ragazzi.
La scuola potrebbe essere una “zona franca”, è per questo che quotidianamente attaccata.
Per distogliere l’attenzione sui veri colpevoli e contemporaneamente disfarsi da chi cerca a suo modo di combattere l’intontimento generale, molto comodo per qualcuno.
I problemi si risolvono insieme, facendo sacrifici, decidendo democraticamente, pagando le tasse, senza condoni, senza speranza nei miracoli,costruendosi una coscienza politica e facendo la propria parte.
Non ritenendo NORMALE ciò che normale non è in un paese democratico.
PRETENDENDO SERIETA’ da chi ci governa, e dando SERIETA’ e regole ai nostri figli.
Non facendo finta di non accorgersi che il potere educativo della scuola è limitato, non dalla presenza degli insegnanti, ma dall’assenza di fiducia nella loro azione educativa e della cultura stessa.
Dal fingere di non sapere che la più importante agenzia educativa d’impatto sui nostri figli e su noi è la televisione.
L’immagine è immediatamente assimilabile e superficiale, la parola richiede sforzo, concentrazione, tempo, che nessuno più è disposto a perdere.
E dovrebbe essere apodittico sostenere che chi detiene “l’immagine” detiene il potere, detiene le teste nostri e dei nostri ragazzi.
E riesce a farci credere anche che studiare dialetti, studiare solo “la cultura del luogo”, studiare 4h al giorno basti, nonostante la complessità della cultura moderna.
Che è sbagliato dare chiavi di lettura (ALFABETIZZAZIONE CULTURALE) : pochi insegnanti, TUTTOLOGI che insegnano in classi stracolme e quattro nozioni bastano, ma solo a dare una parvenza di diritto allo studio.
Magari queste stesse nozioni impartite attraverso lavagne interattive (ritorna l’immagine), montate in classi fatiscenti.
E anche regionializzate, in modo che i siciliani studiando il Verismo di Verga, si rassegnino ad appartenere al Ciclo dei Vinti.
O si rassegnino a vivere da protagonisti tutti i giorni “Il fu Mattia Pascal” di Pirandello.
E solo ai nordici sia regalata invece grazie a Manzoni. la coscienza che nonostante la Provvidenza, si deve lavorare sodo per ottenere ciò che si vuole o semplicemente ciò che è giusto.
Rosalinda Gianguzzi

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06 Ago 2009 
Guardo e riguardo il mio tagliando, lo rigiro nelle mani sperando che sia quello vincente e che a causa della mia miopia non ho visto bene qualche numero, ma malgrado "gli occhiali da vicino" appartengo alla solita categoria dei delusi, degli "sfortunati". E girandolo e rigirandolo, mi accorgo che è molto simile al mio contratto annuale di precaria della scuola dello scorso anno: anch'esso con i numeri sbagliati . E sbagliati sono i numeri riportati nei contratti degli ultimi 18 anni, da quando cioè ho iniziato a insegnare. Anch'esso, nel suo piccolo poteva "cambiarmi la vita", se solo avesse riportato la data giusta. Quella data che non mi fa accedere per fato, destino ai "contratti di disponibilità" pensati da ministro Gelmini: 12 PUNTI sicuri con la speranza della fine del mio lunghissimo precariato più vicino, e quasi 600 euro per 2 anni, con una mezza speranza di immissione in ruolo dopo. Invece per me e la mia famiglia tutto questo è un'utopia, come qualunque altra forma di ammortizzatore sociale. Si riferisce allo scorso anno, il mio come quello di molti altri colleghi, che solo quest'anno, per vari motivi non abbiamo avuto un contratto fino al termine delle lezioni. Nel mio caso specifico, ho rinunciato ad un allattamento di 5h settimanali, per circa 300/400 euro settimanali, perchè ero tra le prime in molte scuole e ho preferito le supplenze saltuarie. Ho maturato 186/200 giorni di lezione, praticamente come si dice in gergo "ho lavorato tutto l'anno, maturato l'anno servizio e i 12 punti". Ho smesso di lavorare il 3 giungno, il 10 finiva la scuola. Per 7 giorni dunque non accederò a questi contratti famigerati: A TUTELA DEI PRECARI STORICI E DI CHI "NEGLI ULTIMI ANNI" HA LAVORATO NELLA SCUOLA. L'ennesimo spot pubblicitario legato al mondo della scuola, l'ennesimo capolavoro di iniquità e per me l'ennesimo "numero sbagliato". Per prima cosa sarebbe bene fare chiarezza sull'appellativo di "storico" su quale basi è attribuito. E' storico chi è da più tempo in graduatoria, chi ha più punti, o a quanto pare, per ministro e i sindacati che appoggiano l'iniziativa, chi ha avuto la fortuna di lavorare "fino al termine delle lezioni" SOLO quest' anno? Tra questi "storici" dunque sono inclusi, ad esempio, chi ha lavorato 1 solo anno in una scuola, magari appena laureata, e magari grazie alle messe a disposizioni. O chi anche se appena abilitato, avendo scelto, 2 anni fa le solite regioni graziate dai tagli, o comunque con maggiori possibilità lavorative è riuscito senza difficoltà ad ottenere l'incarico annuale. In alcune regioni data l'alta domanda e la poca offerta di insegnanti, alcuni colleghi, hanno lavorato anche senza essere nemmeno inseriti nelle Graduatorie ad esaurimento. O chi anche più in fondo nelle graduatorie ha "beccato" il solito allattamento di 5h settimanali, magari rifiutato, da chi con il peso di una famiglia sulle spalle , e tra le prime posizioni nelle scuole e non si poteva permettere di precludersi la possibilità di accedere alle più profique supplenze saltuarie. Persone magari che hanno lavorato fino a 2g della fine delle attività didattiche. O ancora da chi in fondo alle graduatorie a marzo ha beccato il famigerato allattamento di 5 h o lo spezzone di 2h, e dopo che non ha lavorato tutto l' anno, lavorando "fino al termine delle attività didattiche" sarà tutelato più di me. E di conseguenza ne è escluso chi ad esempio, come nel mio caso, ha lavorato 186/200 a orario pieno 6/6 h di mattina, praticamente ogni giorno, ben oltre le 24h settimanali, e che era costretto "per completamento orario" a partecipare a riunioni, interclasse etc, il pomeriggio anche 3/5 g in una settimana, relative a classi che aveva conosciuto il giorno stesso. O comunque chi fino allo scorso anno anche da 20 anni ha sempre preso l'incarico tranne quest'anno. Ora mi chiedo: ma possibile che questo governo e nello specifico, il Ministero della Pubbluica istruzione non riesca a pensare NIENTE che non sia legato alla casualità, al fato, alla fortuna? Grazie a questo governo ad esempio, ha diritto alla stabilizzazione oggi, non chi ha più punti e quindi maggiore merito. Entra di ruolo chi ha avuto la fortuna di essere disponibile a trasferirsi 2 anni fa e non quest'anno. Entra di ruolo chi ha "beccato" il giusto numero di siss. Entra di ruolo chi viene a insegnare in Italia dall'estero, al quale non è richiesto nessun dialetto (è già tanto se conoscono la lingua) e nessun "attaccamento alla cultura del luogo". Resta fuori chi è costretto a stare in coda anche se da Palermo vuole insegnare ad Agrigento. Entra di ruolo chi ha la fortuna di trovare l'usp che ha interpretato la fumosa nota del ministero, in un modo rispetto un altro. E ciò che è più grave, gli stessi criteri "fortunosi" li applicano per i ragazzi. Non è a rischio l'alunno che ha scelto la scuola "giusta", o meno pericolante, non deve viaggare chi nasce in città rispetto a chi nasce in montagna o nelle isole. E' seguito il disabile, con maggiore possibilità d'integrazione, che abita nelle regioni giuste (697 cattedre in meno su sostego in Sicilia, 1000 cattedre in più in Lombardia). Beneficiano del tempo pieno il genitore e l'alunno che hanno la residenza "giusta" (ma qui poco c'entra la fortuna). Insomma, la scuola e il destino dell'Italia intera stà diventando in balia della dea bendata, in assoluta assenza di criteri oggettivi, di progettualità, di garanzie eque, di uguali opportunità. Un eterna ricerca al Jackpot: sia esso un super montepremi, una stabilizzazione lavorativa, o il diritto ad avere uguali opportunità d'apprendimento da parte di un alunno. Basti considerare che anche sindaci e giunte comunali giocano all'enalotto nella speranza di sanare i bilanci! E ogni giorno guardando certi "POLITICI" ci chiediamo: ma davvero non c'era nessuno di più "meritevole"? Ma che cu... ad essere lì, dato che di meriti ne hanno dimostrati ben pochi! E ciò che fa più rabbia è che questi stessi si fanno promotori di un "ritorno alla meritocrazia", malgrado è solo grazie al fatto che viviamo nell'Italia del superenalotto che stanno lì. Rosalinda Gianguzzi.

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