14 Feb 2009 - 07:12:10
IL MIO TESTAMENTO BIOLOGICO
Carissimi amici e colleghi
Ecco il famoso ultimo capitolo del mio libro: quello che non avrei mai voluto scrivere, quello che agli occhi di molti può sembrare la resa.
Vi siete già accorti di un defilarmi dagli scioperi, dalle riunioni, dai coordinamenti e riunioni varie.
Vi seguo ancora e continuo a a dare il mio appoggio, come e quando posso, ma ormai ho preso una decisione, di continuare la mia battaglia su altri fronti, più quotidiani.
Per chi come me deve assicurare la pagnotta a casa, le belle parole sono diventate inutili, sterili, soprattutto se indirizzate a chi non ha la capacità di ascoltare.
Infatti per ascoltare ci vuole cuore, non solo orecchio, che basta appena a “sentire”.
Quel cuore ostentato in tanti begli spot “noi siamo per la cultura della vita…..”, “noi vogliamo salvare l’Italia….”, “noi salveremo la SCUOLA……..”, “noi combattiamo chi uccide per sentenza….”, “noi renderemo l’Italia sicura…..”.
Quando sento queste belle parole immagino, il loro grande cuore, di un rosso splendente, con fiocchi e merletti, ma senza sangue, senza pulsazioni, di plastica e vuoto.
Penso a quanto si sono affrettati spesi a salvare la povera figlia in stato vegetativo, del signor Englaro e di come se ne freghino di cosa vivranno le mie figlie vive e vegete, e ancora di come nel salvare l’Italia se ne freghino a buttare per strada me Italiana, di come per salvare la Scuola, spendano ore e ore,leggi, decreti, e SENTENZE per cercare come meglio finire, cuocere, buttare per strada, tutti i docenti precari.
Di come nello sforzarsi di rendere l’Italia sicura si siano scordati di proteggere, i ragazzi di Guidonia, o tutte le povere vittime di violenza di questi giorni.
Il trucco è facile: fissare obiettivi grandi, astratti, contratti che “non hanno la valenza di contratti”, per eludere ciò che è fattibile, ciò che può dare benessere a tanti singoli, ciò che richiede piccoli sforzi.
Ovviamente non si parla di social card o dei miliardi che lo stato stà investendo “per aiutare le famiglie in difficoltà”.
Non è più semplice, non spingergi nelle “foibe”, piuttosto, che affannarvi a pensare come potrete tirarci fuori e magari farci anche una bella commemorazione?
No, la vostra “bontà”, non è quella di Madre Teresa, che semplicemente dava da mangiare ai poveri, voi dovete ispirarvi a MOSE’ e dividere le acque, se no, il bello finisce, se no, è troppo “fattibile”.
Io credo nel bene quello che si fa ogni giorno, io credo in chi non “depreca o combatte la mafia”, ma in chi rispetta le leggi, paga le multe, e onora la Costituzione.
E’ per questo che adesso, da madre di famiglia, devo pensare al PIANO B, quello che mi permette di continuare a mantenere la mia famiglia, quelle figlie non ipotetiche, che da “donna mestruata”, potrei fare (come se bastasse questo a fare figli), ma a quelle che ho fatto, quando lavoravo, quando pagavo le tasse, davo i miei servigi allo stato e lo stato mi pagava (come le sgualdrine), senza sapere che alla fine non eravamo più niente: PENSAVO FOSSE AMORE INVECE ERA UN CALESSE.
Peccato che questo calesse mi sta portando di gran corsa verso la miseria.
E adesso, non so bene cosa farò, una cosa sola so, che sarò un EVASORE FISCALE!
E’ L’UNICA CATEGORIA VERAMENTE PROTETTA IN ITALIA!
Da tutti: sindacati, opposizione, Stato, da sempre.
Se lavorare e pagare le tasse, non mi ha dato fortuna, lavorerò in nero, cercando di spremere allo Stato quanto più possibile: assegni, esenzioni, convenzioni, socialcard, bonus e quant’altro!
A loro piace così! E poi venderò sigarette, laverò vetri, pulirò scale, qualunque cosa IN NERO, che mi permetta di mantenere i miei figli.
E lo farò anche se da laureata, con grande dignità, con classe, perché queste sono in me, e non potrete ne ucciderle ne comprarle, o acquisirle.
La mia sarà la protesta di Gahndi, sarò un “peso morto” per questo stato a cui ho dedicato la mia vita, i miei studi, le mie tasse, e avrei continuato a farlo!
Ecco il famoso ultimo capitolo del mio libro: quello che non avrei mai voluto scrivere, quello che agli occhi di molti può sembrare la resa.
Vi siete già accorti di un defilarmi dagli scioperi, dalle riunioni, dai coordinamenti e riunioni varie.
Vi seguo ancora e continuo a a dare il mio appoggio, come e quando posso, ma ormai ho preso una decisione, di continuare la mia battaglia su altri fronti, più quotidiani.
Per chi come me deve assicurare la pagnotta a casa, le belle parole sono diventate inutili, sterili, soprattutto se indirizzate a chi non ha la capacità di ascoltare.
Infatti per ascoltare ci vuole cuore, non solo orecchio, che basta appena a “sentire”.
Quel cuore ostentato in tanti begli spot “noi siamo per la cultura della vita…..”, “noi vogliamo salvare l’Italia….”, “noi salveremo la SCUOLA……..”, “noi combattiamo chi uccide per sentenza….”, “noi renderemo l’Italia sicura…..”.
Quando sento queste belle parole immagino, il loro grande cuore, di un rosso splendente, con fiocchi e merletti, ma senza sangue, senza pulsazioni, di plastica e vuoto.
Penso a quanto si sono affrettati spesi a salvare la povera figlia in stato vegetativo, del signor Englaro e di come se ne freghino di cosa vivranno le mie figlie vive e vegete, e ancora di come nel salvare l’Italia se ne freghino a buttare per strada me Italiana, di come per salvare la Scuola, spendano ore e ore,leggi, decreti, e SENTENZE per cercare come meglio finire, cuocere, buttare per strada, tutti i docenti precari.
Di come nello sforzarsi di rendere l’Italia sicura si siano scordati di proteggere, i ragazzi di Guidonia, o tutte le povere vittime di violenza di questi giorni.
Il trucco è facile: fissare obiettivi grandi, astratti, contratti che “non hanno la valenza di contratti”, per eludere ciò che è fattibile, ciò che può dare benessere a tanti singoli, ciò che richiede piccoli sforzi.
Ovviamente non si parla di social card o dei miliardi che lo stato stà investendo “per aiutare le famiglie in difficoltà”.
Non è più semplice, non spingergi nelle “foibe”, piuttosto, che affannarvi a pensare come potrete tirarci fuori e magari farci anche una bella commemorazione?
No, la vostra “bontà”, non è quella di Madre Teresa, che semplicemente dava da mangiare ai poveri, voi dovete ispirarvi a MOSE’ e dividere le acque, se no, il bello finisce, se no, è troppo “fattibile”.
Io credo nel bene quello che si fa ogni giorno, io credo in chi non “depreca o combatte la mafia”, ma in chi rispetta le leggi, paga le multe, e onora la Costituzione.
E’ per questo che adesso, da madre di famiglia, devo pensare al PIANO B, quello che mi permette di continuare a mantenere la mia famiglia, quelle figlie non ipotetiche, che da “donna mestruata”, potrei fare (come se bastasse questo a fare figli), ma a quelle che ho fatto, quando lavoravo, quando pagavo le tasse, davo i miei servigi allo stato e lo stato mi pagava (come le sgualdrine), senza sapere che alla fine non eravamo più niente: PENSAVO FOSSE AMORE INVECE ERA UN CALESSE.
Peccato che questo calesse mi sta portando di gran corsa verso la miseria.
E adesso, non so bene cosa farò, una cosa sola so, che sarò un EVASORE FISCALE!
E’ L’UNICA CATEGORIA VERAMENTE PROTETTA IN ITALIA!
Da tutti: sindacati, opposizione, Stato, da sempre.
Se lavorare e pagare le tasse, non mi ha dato fortuna, lavorerò in nero, cercando di spremere allo Stato quanto più possibile: assegni, esenzioni, convenzioni, socialcard, bonus e quant’altro!
A loro piace così! E poi venderò sigarette, laverò vetri, pulirò scale, qualunque cosa IN NERO, che mi permetta di mantenere i miei figli.
E lo farò anche se da laureata, con grande dignità, con classe, perché queste sono in me, e non potrete ne ucciderle ne comprarle, o acquisirle.
La mia sarà la protesta di Gahndi, sarò un “peso morto” per questo stato a cui ho dedicato la mia vita, i miei studi, le mie tasse, e avrei continuato a farlo!
Bene, serva lui adesso me e la mia famiglio, perchè se mi butterà per strada, da me non avrà più nulla
Sperando che prima o poi “facciano nero”,un nostro “Presidente”, in modo che anche in Italia, se non SALVERANNO L’ITALIA, almeno regalino a noi italiani la speranza!
Rosalinda Gianguzzi
Sperando che prima o poi “facciano nero”,un nostro “Presidente”, in modo che anche in Italia, se non SALVERANNO L’ITALIA, almeno regalino a noi italiani la speranza!
Rosalinda Gianguzzi
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