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Affissione degli articoli inviati in: Dicembre 2008

17 Dic 2008 
"un giorno credi di essere giusto e di essere un grande uomo,in un altro ti svegli cominciarte da zero......!" La radio dell'automobile passa questo vecchi motivo, e io guido e .....penso: Penso all'ultimo anno delle magistrali, così lontano, ma ancora impresso nella memoria.......pensavo avrei cambiato il mondo dietro la mia cattedra. Penso ai primi terribili anni nelle scuole private, modello : chi paga ha sempre ragione, e il dovere adattare o imbrigliare tutte le mie aspettative, i miei sogni, la mia voglia di farmi valere con questa triste realtà! Poi penso alla paura di prendere quella decisione: un salto senza rete il precariato per lo stato! Ma i sacrifici sono solo per i primi tempi, poi anno dopo anno è sempre meglio: così mi dice il sindacalista! Penso alle prime supplenze: le mattine ad aspettare il telefono che squillava, e quando ciò succedeva, era il più bel "buongiorno" che potevo ricevere! Penso l'emozione di entrare in una classe, e poter finalmente far vedere quello che valevo! Penso che forse non valevo poi tanto, ma giorno dopo giorno, lezione dopo lezione, libro dopo libro, confronto con colleghi dopo confronto, era sempra meglio e meglio e ancora meglio! Anno dopo anno, punto dopo punto, corso dopo corso! Penso a quando arrivava quell'assegno, e io ancora a casa con i genitori, dovevo "festeggiare", e mi regalavo un pomeriggio dal parrucchiere per uscire con quel ragazzo terribilmente bello! Penso a quando quel ragazzo, dopo qualche anno mi ha chiesto di essere di essere sua moglie. E come non c'erano più pomeriggi dal parrucchiere, ma il bisogno di avere sempre più assegni come quelli. Poi finalmente l'incarico, a volte scelte scomode: carcere, paesi, isole, scuole a rischio! NON SI RIFIUTA NIENTE SONO 12 PUNTI! Penso ai pomeriggi passati a preparare a casa lezioni stimolanti, per quelle realtà a volte aberranti:programmazioni, lezioni, correzione dei compiti! Penso ancora alla nascita dei miei figli: lasciati febbricitanti dalla nonna, avvolti nelle copertine, perchè NON POTEVO MANCARE! Che se andava bene, con la mamma in permesso di un'ora alla recita di Natale, perchè io avevo le mie feste a scuola. Penso a quante volte me lo avrebbero rinfacciato! Penso a quando li portavo ai progetti nelle loro scuole, o dalla nonna, o in riunione con me, percè io dovevo lavorare nella mia scuola! E intanto gli anni passano, quel ragazzo, è diventato un uomo, un po' appesantito, ma comprensivo e sempre meraviglioso! Prende i ragazzi a scuola, mi aiuta a casa, comincia a preparare il pranzo perchè io rimango a parlare con quel genitore, per cercare di spiegargli perchè l'anno prossimo non ci sarò! Perchè sebbene il ragazzo cambi insegnante ogni anno deve trovare in se stesso e nella famiglia quella spinta a riuscire e fare il bravo sempre e comunque, perchè è la sua vita in gioco! Penso a quel tono che non convince troppo neanche me, che in cuor mio credo sia un'ingiustizia! Penso ancora alla paura nel mettere quella maledetta firma ! La banca mi da fiducia, è tanti anni che lavoro incessantemente, l'addetto scherza e mi dice per sdrammatizzare "non si preoccupi signora, se non siamo preoccupati noi che le diamo i soldi! Dovrebbe succedere un cataclisma!". Penso ai vari ministri che si succedono, e poi Fioroni, con il suo annuncio: assumeremo 150000 precari! Penso che forse toccherà anche a me, o comunque si comincia a investire sulla scuola! Poi un po' di delusione con la caduta del governo, e l'annuncio del nuovo ministro! Una giovane ragazza dall'aria rassicurante, mai sentita nominare prima! Penso: forse nessuno come lei sa l'importanza d'investire sul lavoro! Penso a quando incontro i miei alunni di tanti anni fa e mi dicono spesso che non riescono a realizzarsi, li rassicuro: studia, fai la gavetta che il lavoro giorno per giorno sulla professionalità premia! Poi penso, i politici sono tutti uguali, non cambierà nulla, ognuno si fa i fatti propri e a noi non ci pensano (almeno su questo avevo ragione)!! Penso a questa estate: gli attacchi continui agli insegnanti, alla scuola, corsi per gli insegnanti merionali, guide turistiche, maestro unico, decreto gelmini, scioperi, fannulloni, decreto Brunetta, manifestazioni, assemblee, legge 133, forum, e .......la paura! Penso che mi sento ferita nella mia dignità, e alla mia età non è facile digerire questo rospo! Penso a quando il mio lavoro, il più bello del mondo, aveva un valore sociale riconosciuto! E poi penso: come mi sono ritrovata così? Figli, casa, bollette, tutti gli impegni presi, e non uno straccio di lavoro, se non saltuario e insufficiente e comunque INESORABILMENTE A TERMINE! Nessuna classe, nessuna prospettiva, nessun Buon Natale, se non quelli tediati e formali, ma da quest'anno INESORABILMENTE PRIVI DI SENSO! Per non parlare di "FELICE ANNO NUOVO", e quando l'avrò più un anno felice! Mi hanno tolto tutto! Penso a quella vecchia canzone e ricordo che diceva: "a questo punto non devi lasciare qui la lotta è più dura ma tu se le prendi di santa ragione insisti di più! Sei testardo e questo è sicuro quindi ti puoi salvare ancora, metti tutta la forza che hai nei tuoi fragili nervi!". E penso alle rassicurazioni di questi giorni: non si sa bene, dove, quando e come, si parlerà forse, chissà di risolvere il problema del precariato! Posteggio, prendo il coraggio a due mani e preparo un tono molto convincente per spiegare ad un impiegato che E' SUCCESSO UN CATACLISMA!

Admin · 84 visite · 1 commento
06 Dic 2008 
Carissimo Chiunque voglia ascoltare

I precari della scuola, o meglio io precaria della scuola, ancora una volta pongo, incessantemente un'altro quesito, faccio un'altro appello, pur non riuscendo a individuare i destinatari.
Ieri sera ho ascoltato l'espressione vittoriosa e fiera da vera combattente della Ministro Gelmini, la quale affermava "la protesta stà scemando!2, e certa del fatto che non è sciocca, e non pensi che abbiamo cambiato idea, ci si chiede:
Perchè la protesta sembra placata?
Forse, potremmo rimproverare i sindacati, che ad ottobre in pieno fermento, sono riusciti venendo nelle scuole e parlando con ognuno di noi, a svegliare almeno per poco quella coscienza di classe che sembra sopita.
Ma come sempre ci rimprovererebbero: il sindacato siete voi, non avete bisogno di chi vi da la corda per muovervi.
E probabilmente avrebbero ragione.
Forse so potrebbe rimproverare i politici dell'opposizione e rimproverare loro, di non avere fatto abbastanza, di non averci creduto.
Ma anche loro obietterebbero, "non ci avete dato il potere per cambiare le cose, quando dovevate, e dovremmo farlo da opposizione?"!
Forse anche loro avrebbero ragione.
Così come potremmo rimproverare i colleghi "dormienti", PRECARI E NON, per non avere difeso la NOSTRA SCUOLA e con la nostra accidia avere dato LORO, l'arma della vittoria.
O forse, più realistico, rimproverare noi stessi "POTEVAMO FARE DI PIU'"!
Ma a questo punto la domanda sorge spontanea : COSA?
Questa è il finale della serie "l'assassino e il maggiordomo", che il tono dimesso della lettera suggerisce.
Ma il vero quesito è: HANNO DAVVERO VINTO?
In cosa consisteva la vittoria? Cosa c'era in palio?
Le piazze meno affollate, o la fiducia, la stima, il credere in quello che stanno facendo?
Sappiamo bene, guardando le peggiori cronache, quelle che non dovrebbero mai essere scritte, che i deboli si rassegnano e spesso sottomettono a qualunque aguzzino.
A maggior ragione, quando con la forza prendono quello che vogliono.
Ma cosa lasciano nel cuore di questi disgraziati, una fiamma continua, che arde, come il cuore di un vulcano che non chiede altro di esplodere: il rancore.
Il rancore per averti tolto tutto, alimentato ogni giorno dal senso di colpa, per averglielo lasciato fare!
Ed è così che mi sento: usata, gettata, derisa, offesa, e RANCOROSA!
Fisicamente schiacciata dalla paura: la paura che facendo "troppo rumore", la scuola continui a crollare, lasciando tutti noi, che a scuola ci siamo dentro schiacciati.
Non ho la vocazione del metalmeccanico, o dell'assistente di volo, io SONO UN'INSEGNANTE!
E' l'unica cosa che so fare, e lo so fare bene!
Le mie armi sono la penna, i libri, la cultura, il dialogo, il confronto, e tutte quelle tecniche di ascolto attivo e moderazione che negli anni ho studiato ed imparato ad applicare.
Spazzatura per voi, spot, ma niente che conoscete realmente, figurarsi se l'applicate!
Perchè voi vi fate I FATTI VOSTRI, non v'importa del dissenso, delle piazze, degli scioperi, delle manifestazioni, dei no!
A Voi finchè non toccano i Vostri interessi e dei 4 amici vostri, non v'importa di nulla.
Dite di volere far rialzare l'Italia, ma lo fate calpestando gli italiani.
Ma "addà passare un viento"!
Io non dimentico e covo, e lascio che il mio rancore passi, si divulghi, contaggi, attraverso tutti i canali possibili, e aspetto!
Perchè c'è sempre un momento di riscatto, la linea decisionista e assoluta, la storia ce lo insegna, nel fagocitare tutti alla fine ha sempre ingoiato se stessa.
E aspetto......!
Admin · 65 visite · 1 commento
05 Dic 2008 
Benvenuti nel mio salotto informatico!
Qui potremmo chiacchierar, raccontarci e raccontare storie testimonianze, e dove serve denunciare!
Decidete voi lo scenario:
Un salotto e una tazza di te,
un bar e un caffè,
un falò ed una cioccolata.
Troverete sempre u'amica pronta ad ascoltare e soprattutto a raccontarsi, se ne avrete il piacere !
Vi apro dunque questo cancello fatato che vi darà accesso al mio incanto!
Admin · 72 visite · 1 commento
05 Dic 2008 
Gentili Onorevoli
Oggi la mia curiosa missiva, individua in voi destinatari di una lettera che avrei forse dovuto scrivere a Babbo Natale.
Ma credo che voi possiate oltrepassare la linea dell'immaginario e trasformare la realtà in un sogno meraviglioso dal quale non chiedere più ogni giorno di svegliarmi.
Sono un'insegnante precaria della scuola, che malgrado tutto, non riesco a rimanere schiacciata dalla quotidianità inquietante che mi si prospetta, ma che oggi vuole volare trasportata dalle renne in un sogno possibile.
Possibile signori, perchè io CREDO:
Io credo nelle parole di Ela Gandhi, la quale ha affermato a ridosso della tragedia dell'India "investite nell'istruzione per avere un mondo migliore, se non oggi tra 10 anni".
Credo nella possibilità di mandare le mie figlie in una scuola libera, gratuita, laica pluralista, senza il timore di rimanere schiacciate da una scuola low cost, economica per poveri, per giunta pericolante.
Credo che l'arrivo dell'uomo nero possa non essere necessariamente vettore di paure e timori, ma oggi possa essere una missiva di speranza per il mondo.
Credo nella ferma volontà di tutti di superare la recessione, attraverso gli unici canali possibili l'aumento dei consumi.
Credo però che per aumentare i consumi, gli italiani non debbano avere fiducia e ottimismo, ma soldi, puliti, onesti, lavorati e non regalati una tantum.
Credo in voi, di destra di sinistra, e di centro, che avete il compito prima di tutto morale di onorare la fiducia di chi oltre al benessere, vi ha regalato la possibilità di fare la vostra parte, coscenziosamente, uscendo dagli interessi particolari, per far parte di un grande progetto di rinascita per il nostro meraviglioso paese, flagellato dalla noncuranza, dalla superficialità, e dalla volontà di garantire sempre quegli stessi pochi, a discapito di tutti.
Credo infine nella nostra Costituzione, che vi ricorda, lapidaria, inequivocabile la Vostra responsabiltà a garantire diritti minimi: lavoro, istruzione, casa, sanità, giustizia, pari opportunità, libertà.
Parole musicali, poetiche, ma oggi spesso, amene, avulse dal contesto sociale.
Ed allora nostri, onorevoli rappresentanti, lasciate che come Dickens, vi conduca nei Natali passati, quando a ridosso della grande guerra, l'Italia flagellata, rialzava gloriosa la testa, e anche se c'era meno, c'era per tutti.
E nel natale futuro, in cui la disperazione, la fame, l'irrecuprabile farà cadere a pezzi una Italia, sulla quale nessuno ha voltuto investire, ma si è tagliato, e tagliato e tagliato ancora, fino rendere incolmabile il divario tra chi ha e chi non ha.
E infine l'Italia del presente, quella che spera in voi, quella che come me, vorrebbe essere ottimista, ma è difficile esserlo, se so' già senza appello, che il prossimo anno per le mie figlie non ci saranno doni, ma se saremo fortunati, grazie alle agevolazioni fiscali, e social card di 40 euro MENSILI,  di cui finchè guadagnavo 1200 euro al mese non avevo bisogno , riusciremo forse ad accendere l'albero e il presepe e con esso la speranza.
Perchè signori, togliendomi il lavoro, mi avete tutto, ma non la volontà di lottare, e sperare, che anche chi veste in giacca e cravatta e tailler firmati, per una volta possa indossare un cappello rosso e regalarci quello che dovrebbe esserci dovuto: un futuro sereno!
Ed allora Buon Natale, onorevoli, e quando farete i vostri suntuosi banchetti, quando aprirete i vostri costosi regali, ricordatevi di noi, che chiediamo solo un po' di serenità, e solo voi potete "regalarcela", perchè personalmente ho fatto tutto il mio possibile (laurea, corsi post laurea, concorsi, lavoro sottopagato nelle scuole private per i punteggi, anni di precariato nella scuola pubblica), ma ora tocca a voi!
 
Con Osservanza
Rosalinda Gianguzzi

Admin · 116 visite · 2 commenti