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05 Dic 2008 
Gentili Onorevoli
Oggi la mia curiosa missiva, individua in voi destinatari di una lettera che avrei forse dovuto scrivere a Babbo Natale.
Ma credo che voi possiate oltrepassare la linea dell'immaginario e trasformare la realtà in un sogno meraviglioso dal quale non chiedere più ogni giorno di svegliarmi.
Sono un'insegnante precaria della scuola, che malgrado tutto, non riesco a rimanere schiacciata dalla quotidianità inquietante che mi si prospetta, ma che oggi vuole volare trasportata dalle renne in un sogno possibile.
Possibile signori, perchè io CREDO:
Io credo nelle parole di Ela Gandhi, la quale ha affermato a ridosso della tragedia dell'India "investite nell'istruzione per avere un mondo migliore, se non oggi tra 10 anni".
Credo nella possibilità di mandare le mie figlie in una scuola libera, gratuita, laica pluralista, senza il timore di rimanere schiacciate da una scuola low cost, economica per poveri, per giunta pericolante.
Credo che l'arrivo dell'uomo nero possa non essere necessariamente vettore di paure e timori, ma oggi possa essere una missiva di speranza per il mondo.
Credo nella ferma volontà di tutti di superare la recessione, attraverso gli unici canali possibili l'aumento dei consumi.
Credo però che per aumentare i consumi, gli italiani non debbano avere fiducia e ottimismo, ma soldi, puliti, onesti, lavorati e non regalati una tantum.
Credo in voi, di destra di sinistra, e di centro, che avete il compito prima di tutto morale di onorare la fiducia di chi oltre al benessere, vi ha regalato la possibilità di fare la vostra parte, coscenziosamente, uscendo dagli interessi particolari, per far parte di un grande progetto di rinascita per il nostro meraviglioso paese, flagellato dalla noncuranza, dalla superficialità, e dalla volontà di garantire sempre quegli stessi pochi, a discapito di tutti.
Credo infine nella nostra Costituzione, che vi ricorda, lapidaria, inequivocabile la Vostra responsabiltà a garantire diritti minimi: lavoro, istruzione, casa, sanità, giustizia, pari opportunità, libertà.
Parole musicali, poetiche, ma oggi spesso, amene, avulse dal contesto sociale.
Ed allora nostri, onorevoli rappresentanti, lasciate che come Dickens, vi conduca nei Natali passati, quando a ridosso della grande guerra, l'Italia flagellata, rialzava gloriosa la testa, e anche se c'era meno, c'era per tutti.
E nel natale futuro, in cui la disperazione, la fame, l'irrecuprabile farà cadere a pezzi una Italia, sulla quale nessuno ha voltuto investire, ma si è tagliato, e tagliato e tagliato ancora, fino rendere incolmabile il divario tra chi ha e chi non ha.
E infine l'Italia del presente, quella che spera in voi, quella che come me, vorrebbe essere ottimista, ma è difficile esserlo, se so' già senza appello, che il prossimo anno per le mie figlie non ci saranno doni, ma se saremo fortunati, grazie alle agevolazioni fiscali, e social card di 40 euro MENSILI,  di cui finchè guadagnavo 1200 euro al mese non avevo bisogno , riusciremo forse ad accendere l'albero e il presepe e con esso la speranza.
Perchè signori, togliendomi il lavoro, mi avete tutto, ma non la volontà di lottare, e sperare, che anche chi veste in giacca e cravatta e tailler firmati, per una volta possa indossare un cappello rosso e regalarci quello che dovrebbe esserci dovuto: un futuro sereno!
Ed allora Buon Natale, onorevoli, e quando farete i vostri suntuosi banchetti, quando aprirete i vostri costosi regali, ricordatevi di noi, che chiediamo solo un po' di serenità, e solo voi potete "regalarcela", perchè personalmente ho fatto tutto il mio possibile (laurea, corsi post laurea, concorsi, lavoro sottopagato nelle scuole private per i punteggi, anni di precariato nella scuola pubblica), ma ora tocca a voi!
 
Con Osservanza
Rosalinda Gianguzzi

Admin · 133 visite · 2 commenti

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